Volare sulle ali del cucito creativo: intervista ad Anna Bardazzi

Intro: Il cucito può essere il mezzo di un vero e proprio rilancio! Vediamo come con Anna di 50 Sfumature di Mamma.

Durante le fiere, sui social, nei corsi, parliamo spesso con donne e ragazze che nel cucito investono non solo la propria passione ma anche il proprio futuro.

Tantissime creative pronte reinventarsi artigiane, a ripartire dal cucito come base per il proprio futuro. Una passione che si fonde alla necessità e che crea lavori e storie spettacolari.

E Janome vuole essere proprio questo: il team di tutte le creative che per passione, lavoro o vezzo cuciono i loro sogni. I tutorial, la Janome Academy o il Percorso JanoMe nascono dalla voglia di creare alternative e supporto a tu che del cucito sei proprio innamorata.

Ma non ci fermiamo qui! Vogliamo fare sempre di più. Per questo il nostro incontro con Anna di 50 Sfumature di Mamma è stato proverbiale. Insieme racconteremo la sua storia di Mamma che vuole “volare” sulle ali del cucito, e tante attività per chi deciderà di seguirci in questa avventura tra aghi, fili e crochet.

Conosciamo quindi meglio la nostra Anna!

Ciao Anna, proprio come nel primo giorno di scuola ti chiediamo di presentarti alla classe ?

 

Io sono Anna, nata a Prato ma emigrata prima a Milano, poi a Parigi, poi a Panama e poi di nuovo a Parigi.

Sono giornalista, laureata in Scienze Politiche, con un master in Lingue e ottomila esperienze nel cassetto, tra cui 50sfumaturedimamma.com, un blog nato per gioco nel 2012 e cresciuto insieme a noi, le tre creatrici. Lo scopo di 50sdm è di dare voce a tutte le donne, a tutte le mamme, con le loro diversità, in maniera onesta e un po’ pungente.

Avevamo pensato di lanciare un progetto per motivare le donne artigiane a crederci, a reinventarsi, a farne qualcosa più di una passione e mentre ci pensavamo mi sono imbattuta sul cucito, ed è stato amore. Da qui l’idea di includermi in questo progetto.

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Ci sono cose che nella vita non avrei mai creduto di fare. Prendere un elicottero. Fare un volo intercontinentale. Vivere a Parigi, o a Panama. Avere due bambine. E cucire. Non credevo che avrei mai cucito perché semplicemente non ne vedevo il senso. Perché farlo? Poi ho preso in mano ago e filo e ho iniziato a farlo. A creare, a capire che dalle mie mani poteva uscire quello che volevo IO. E ho iniziato a sognare: perché non sognare in grande, perché non pensare a qualcosa di più, perché fare spallucce e dire va beh, mi è riuscito bene, mi è piaciuto, ma tanto… Pensateci: quante volte rinunciamo, quante volte non ci sentiamo all’altezza, quante volte pensiamo che ci siano scalini insormontabili? Voglio mettermi a cucire, e voglio farlo seriamente. Voglio creare qualcosa che ho solo io e far parte di quelle donne che ci credono. Di quelle donne che non mollano alla prima difficoltà. Di quelle donne che magari falliscono, ma almeno ci hanno provato. Sono in un momento della mia vita in cui mi sento come a 20 anni, piena di idee ma senza le ali per volare. Beh, queste ali me le ha messe @janomeitalia, da cui oggi sono stata a fare una formazione per imparare ad usare la macchina da cucire. Perché avere qualcuno che crede in te, che ti dice che ce la puoi fare, che ti stimola e ti motiva, è il punto di partenza per un’idea che funzioni. Per una passione che non si esaurisca dopo poche settimane. Io sarò questo per tutte voi, noi saremo il vostro tifo, la vostra motivazione, il vostro compagno di viaggio. La rinascita inizia dai sogni, e io ho proprio voglia di sognare. Vi va di farlo con me? . . . . #janomeacademy #teamjanome #handmade #madewithlove #instacraft #craftlife #fattoamano #dailyinspiration #empoweredwomenempowerwomen #womenforwomen

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Come hai conosciuto il mondo del cucito creativo?

 

Per caso, dovendo cucire un vestito di carnevale a mia figlia minore. Fino ad allora avevo riattaccato bottoni, rammendato calzini, ma mai usato una macchina, con cui pure sono cresciuta perché mia mamma era sarta. Non credevo potesse piacermi e soprattutto non credevo di essere in grado, invece… lo sono!

 

Dopo la prima gonna ne sono venute altre, poi ho deciso che dovevo mollare ago e filo per passare alla macchina, cioè alle cose serie. E provarci davvero.

Cosa hai trovato nella giornata di formazione con la tua Janome DC 6100?

 

Innanzitutto una famiglia. Sarà che sono toscana anch’io e quindi giocavo in casa, ma mi sono sentita subito accolta come fossi una del gruppo, non un’estranea.

La mia formatrice, Valentina, ha capito subito: io non sapevo niente! Di solito è abituata a formare ragazze che sanno già cucire, ma nel mio caso, a parte fare un orlo a mano, sapevo ben poco, tantomeno come si usa la macchina.

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Lei è partita proprio da zero, per me, spiegandomi e rispiegandomi, sempre con dolcezza e competenza. In una giornata mi ha insegnato ad utilizzare la macchina e sono uscita con la mia prima pochette, un bellissimo traguardo!

Abbiamo parlato del progetto di rilancio che insieme lanceremo a breve, che opportunità può rappresentare il cucito per le ragazze e le donne oggi?

Prima che potessi anche solo pensare di interessarmi, mi ero interessata al fenomeno. Ci sono tantissime donne e ragazze che su Instagram, su Etsy o tramite il passaparola vendono le loro creazioni.

Alcune, lo ammetto, non mi piacciono. Altre, però, le trovo incredibili, molto meglio dei prodotti tutti uguali che si trovano in negozio. Io amo le cose uniche, i tessuti di qualità (in fondo sono pratese), sapere che dietro un prodotto c’è una storia, un’idea, del momento che una persona ha dedicato solo a quell’oggetto, e credo che nel nostro mondo, così globalizzato e consumistico, questi siano valori da ritrovare e da spingere.

A tante donne piace cucire per tanti motivi: per la soddisfazione di farsi dei lavoretti, per risparmiare sull’orlo alle tende o ai pantaloni, per creare qualcosa per gli amici o ancora per guadagnare. Beh, considerata la condizione attuale della donna in Italia, se riuscissi ad aiutare anche solo una donna a fare del cucito un lavoro… sarei davvero felice. E chissà che non ci riusciamo insieme, no?

 

Pronta a seguirci in questa avventura? Ne vedrai delle belle!

 

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